e se anche gli ebook si nutrissero di pubblicità?

Ho sempre sostenuto che il mercato del web poteva, anzi doveva, vivere di piccoli spazi pubblicitari.
Il navigante è svogliato e sicuramente poco incline a mettere mano alla propria carta di credito, o al proprio conto paypal, ad ogni pagina/sito interessante.
E allora i grandi geni del web dell’ultimo minuto (perdonatemi il tono polemico) hanno subito stabilito che, se non si poteva far pagare l’utente, bisognava almeno tirarne fuori qualcosa schedandolo, generando dei grossi elenchi ricchi di succulenti “fatti loro”… e hanno iniziato a giocare con la “profilazione” con l’obiettivo poi di vendere o scambiare questi elenchi o di utilizzarli per tempestare il povero malcapitato di “pubblicità mirata” che sarebbe arrivata via mail (dicesi spam!) o magari via posta tradizionale…

Ma secondo voi se l’utente è “svogliato” ha forse voglia di compilare i vostri noiosissimi, ridondanti e inutili form di registrazione???

E quindi per il web ormai è chiaro a tutti che la strada principale per trarre profitti è la pubblicità…  e perché non per gli ebook???

Si parla ancora di pubblicità come retribuzione per gli editori, e stavolta il mezzo sono gli ebook.  Intanto nuovi modelli arrivano sul mercato. E il touch sembra destinato a diventare uno standard.

Sony avrebbe in programma il lancio di un nuovo e-reader dotato di schermi e-paper touchscreen.

Fra le nuove caratteristiche: batteria con una durata maggiore, servizio traduzione automatica, maggior memoria (2GB), latenza nel voltar pagina ridotta al minimo. Disponibili due modelli, una Pocket Edition da 5 pollici e una Touch Edtition con uno schermo da 6. Entrambi meno spessi dei precedenti modelli Sony.

Quel che manca da parte di Sony è la data di esordio e riferimenti ad eventuali connessione 3G.

Guardando al mercato degli e-reader sta investendo anche Qualcomm, che starebbe per mettere a disposizione 2 miliardi di dollari per uno stabilimento di produzione di schermi Mirasol: all’orizzonte potrebbe esserci (secondo alcuni osservatori), un accordo con Kindle per gli schermi a colore non retroilluminati a basso consumo di energia (simili a quelli e-ink) per l’e-reader di Amazon, piuttosto che la produzione di lettori targati Mirasol. In ogni caso, i tempi non precederanno il 2012.

Intanto, a strizzare l’occhio al mercato di massa degli e-reader è Wink, nuovo dispositivo indiano che si inserisce nell’offerta da considerare ormai media per il settore: abbastanza somigliante a Kindle, è dotato di uno schermo e-paper da 6 pollici, 2GB di memoria interna, connessione WiFi, playback audio-video per gli audio-libri e una batteria da almeno 10 ore.

L’ultimo segno, d’altronde, che gli e-reader stiano diventando un prodotto di massa è arrivato: si sta iniziando a parlare di pubblicità e di come inserirla negli ebook.

I tempi di distribuzione che da secoli accompagnano i libri avevano finora reso difficile vendere spazi pubblicitari (legati alla contingenza molto più dei volumi, destinati magari a rimanere sullo scaffale per anni prima di essere letti). Questa dinamica divergente, invece, con gli e-reader può essere facilmente piegata alle logiche dell’advertising.

Gli spazi, inoltre, potranno essere personalizzati (e quindi valorizzati) a seconda dell’utente che è intento alla lettura: con il controllo che i retailer mantengono con gli store digitali, le caratteristiche del lettore a cui un titolo è venduto sono dati che, più o meno, possono essere ottenuti. Tanto più che tecnologie per collegare facilmente utenti a pubblicità ad-hoc sono già stati sviluppati, come dimostrano, per esempio, due brevetti recentemente depositati da Amazon.

Da PI del 24/08/2010, Claudio Tamburrino.

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